L’isola di Cherso (chiamata Cres in croato) è la più estesa della Croazia insieme alla vicina Veglia (Krk) e rappresenta la meta ideale per chi cerca una vacanza nel golfo del Quarnero all’insegna di baie incontaminate di ciottoli bianchi, borghi medievali in pietra arroccati sulle scogliere, fitte foreste di querce e una natura protetta dove volano i grifoni reali.
A differenza delle isole croate più mondane, Cherso ha conservato un’atmosfera autentica e poco affollata anche in alta stagione. Questa guida ti accompagna tra le spiagge più spettacolari, i borghi marinari di impronta veneziana, i sentieri panoramici e i consigli pratici sui traghetti per organizzare al meglio il tuo itinerario.
Come arrivare a Cherso dall’Italia in auto o con i traghetti?
Per raggiungere Cherso dall’Italia in auto devi superare il confine di Trieste con la Slovenia e imbarcarti su uno dei due traghetti della compagnia statale croata Jadrolinija, scegliendo tra la linea che parte dall’Istria orientale (Brestova – Porozina, circa 20 minuti di traversata) e quella che parte dall’isola di Krk (Valbiska – Merag, circa 25 minuti di navigazione). Entrambi i traghetti caricano automobili, camper e moto con corse continue ogni ora o due da mattina presto fino a tarda notte durante i mesi estivi.
La scelta del porto di partenza dipende dalla tua provenienza stradale e dal traffico stagionale. Se arrivi in autostrada attraverso l’Istria, la tratta da Brestova a Porozina è la più diretta e ti sbarca nella parte settentrionale dell’isola, immersa nei boschi della Tramuntana; tieni presente però che la strada che scende da Porozina verso sud è panoramica ma presenta alcuni tratti stretti e tortuosi. Se invece preferisci una guida più scorrevole, puoi proseguire lungo la statale costiera fino a Fiume (Rijeka), attraversare il ponte gratuito per l’isola di Krk e imbarcarti da Valbiska per attraccare a Merag, trovando all’arrivo una strada statale più ampia e comoda che porta in pochi minuti al capoluogo.
Per valutare a colpo d’occhio le due alternative di traghetto, fai riferimento a questo:
- Tratta Brestova (Istria) – Porozina (Nord Cherso): 20 minuti di mare, ideale se arrivi da ovest attraverso l’Istria, con biglietti acquistabili direttamente al molo o tramite l’app ufficiale di Jadrolinija.
- Tratta Valbiska (Isola di Krk) – Merag (Est Cherso): 25 minuti di mare, collegata da una strada asfaltata più agevole, ottima soluzione se intendi abbinare la visita dell’isola di Krk.
Una volta sbarcato, una sola strada principale percorre l’intera isola da nord a sud fino al villaggio storico di Osor (Ossero). Qui un piccolo ponte mobile girevole attraversa un canale artificiale scavato in epoca romana per collegare via terra Cherso alla confinante isola di Lussino (Lošinj), aprendosi due volte al giorno (alle 9:00 e alle 17:00) per far sfilare le barche a vela.
Quali sono le spiagge più belle di Cherso e come raggiungerle a piedi o in barca?
Le spiagge più belle e spettacolari di Cherso sono la baia di Sveti Ivan ai piedi della falesia di Lubenice, la vicina Grotta Blu (Plava Grota) nell’insenatura di Žanje, la riparata spiaggia di Mali Bok vicino a Koromačno e le baie tranquille di ciottoli bianchi di Valun e Martinšćica. Quasi tutte le calette dell’isola sono formate da ciottoli bianchi levigati dal mare trasparente e non sono attrezzate, per cui richiedono sempre scarpe da scoglio, ombrellone e una scorta generosa di acqua potabile.
La spiaggia di Sveti Ivan a Lubenice è considerata una delle insenature più affascinanti dell’intero mar Adriatico, incastonata sotto una scogliera verticale alta quasi quattrocento metri. Molti turisti sottovalutano però il sentiero escursionistico che parte dal borgo per raggiungerla a piedi. La discesa richiede circa 45 minuti di cammino ripido tra sassi e arbusti, mentre la risalita sotto il sole estivo impiega oltre un’ora di salita faticosa adatta solo a persone allenate e con scarpe da trekking ai piedi. Se viaggi con bambini o preferisci evitare la fatica, la soluzione migliore consiste nel raggiungere la spiaggia e la Grotta Blu prenotando un’escursione in barca o un taxi-boat in partenza dal porto di Cherso o dalla baia di Martinšćica.
Per scegliere la baia più adatta alle tue esigenze e al tuo mezzo di trasporto, consulta la tabella di confronto qui sotto.
| Spiaggia | Zona dell’Isola | Tipo di Costa e Fondale | Accessibilità e Difficoltà Sentiero | Servizi e Ristoro |
| Sveti Ivan (Lubenice) | Ovest (sotto Lubenice) | Ciottoli bianchi finissimi, fondale limpido e profondo. | Difficile (45 min a piedi su discesa ripida) o comodamente via mare in barca. | Completamente selvaggia (nessun bar o noleggio). |
| Mali Bok | Est (vicino Koromačno) | Ciottoli chiari incastonati tra alte scogliere rocciose. | Media (15-20 min di cammino in discesa da un parcheggio su strada sterrata). | Assenti; natura intatta e fondali ideali per lo snorkeling. |
| Spiaggia di Valun (Raca) | Centro-Ovest (borgo di Valun) | Ciottoli arrotondati, mare calmo con ombra naturale di pini. | Facile (5-10 min a piedi dal parcheggio all’ingresso del borgo pedonale). | Bar, ristoranti e bagni a pochi passi nel borgo marinaro. |
| Spiaggia di Tiha (Martinšćica) | Centro-Sud (golfo di Martinšćica) | Ghiaia e lastroni piatti di roccia, acqua trasparente. | Molto facile (accessibile a piedi dal centro abitato o dai campeggi limitrofi). | Servizi turistici presenti nei pressi del villaggio e dei resort. |
| Plava Grota (Baia di Žanje) | Ovest (a sud di Lubenice) | Baia di ciottoli con grotta marina visitabile a nuoto. | Difficile da terra; consigliato il gommone o l’escursione organizzata. | Nessun servizio; la grotta si illumina di riflessi azzurri al pomeriggio. |
Se ami camminare nella natura solitaria, oltre a queste baie note puoi esplorare decine di calette anonime lungo i sentieri costieri della costa orientale, dove spesso ti capiterà di fare il bagno in una cala deserta anche in pieno agosto.
Quali borghi storici visitare sull’isola di Cherso tra vicoli veneziani e scogliere?
I quattro borghi storici imperdibili da visitare sull’isola sono il capoluogo Cherso (Cres) con il suo porto veneziano racchiuso tra case colorate, il villaggio millenario di Lubenice sospeso sulla roccia a 378 metri di quota, il borgo collinare di Beli e l’antica cittadina marinara di Osor (Ossero). Ognuno di questi centri storici racconta una pagina diversa della storia dell’isola, segnata nei secoli dal dominio romano, dai governi della Serenissima Repubblica di Venezia e dalla tradizione marinara e contadina quarnerina.
La cittadina di Cherso è il cuore pulsante dell’isola e si sviluppa intorno a una baia protetta che ospita un porto turistico riparato dal vento. Passeggiando nel centro storico pedonale incontri tracce veneziane ovunque, tra cui la monumentale Porta Marina con l’orologio e il leone di San Marco, il Palazzo Municipale del Cinquecento, la loggia pubblica e il Palazzo Arsan (oggi sede del museo cittadino). La sera il lungomare si riempie di persone che cenano nei tavolini all’aperto delle trattorie di pesce fresco (konobe) affacciate sulle barche da pesca.
A pochi chilometri di curve verso l’interno, il paesaggio cambia quando raggiungi Lubenice, una fortezza medievale in pietra di appena una dozzina di case abitate, aggrappata al ciglio di una rupe che sprofonda a picco nel mare blu cobalto. Fermarsi al tramonto sulle mura del borgo per osservare il sole che scompare dietro l’orizzonte dell’Adriatico regala uno dei panorami più emozionanti di tutta la Croazia. Altrettanto affascinante è Beli, adagiata su una collina panoramica immersa nei boschi del nord, mentre a sud Osor si presenta come un vero museo a cielo aperto, con sculture bronzee disseminate nelle piazze rinascimentali e i resti archeologici delle mura romane che separavano le due isole.
Cosa rende unica la natura di Cherso tra grifoni reali e il lago di Vrana?
L’elemento naturale più famoso di Cherso è la presenza del grifone eurasiatico (Gyps fulvus), un magnifico avvoltoio con un’apertura alare che sfiora i tre metri che nidifica sulle pareti rocciose a strapiombo sul mare dell’isola, affiancato all’interno dal bacino d’acqua dolce del Lago di Vrana e nelle acque costiere da una colonia stanziale di circa duecento delfini tursiopi. Questa straordinaria ricchezza ecologica è favorita dalla bassa densità abitativa dell’isola e dalla presenza di grandi aree selvagge coperte da boschi secolari di querce e pascoli pietrosi recintati da muretti a secco (gromače).
Nel borgo di Beli puoi visitare il Centro di Recupero per i Grifoni (Caput Insulae), una struttura didattica e scientifica gestita da biologi e volontari che cura i giovani esemplari caduti in mare durante i primi voli prima di rimetterli in libertà. Dal centro partono anche splendidi sentieri ecologici segnalati che attraversano il bosco della Tramuntana, decorati da labirinti in pietra e installazioni artistiche dedicate alle leggende locali.
Al centro dell’isola trovi invece il Lago di Vrana (Vransko jezero), un fenomeno geologico carsico profondo oltre settanta metri la cui superficie si trova sopra il livello del mare mentre il fondale scende decine di metri sotto il livello marino (criptodepressione). Per tutelare questa riserva d’acqua dolce purissima, che costituisce l’unica fonte di approvvigionamento idrico per tutti gli abitanti e i turisti di Cherso e Lussino, l’intero bacino è protetto da un vincolo severissimo. È vietato avvicinarsi alla riva, fare il bagno, navigare o pescare, ma puoi ammirarlo dall’alto percorrendo la strada panoramica che collega Cherso a Martinšćica.
In sintesi, i tre simboli della natura incontaminata di Cherso comprendono:
- I Grifoni reali di Beli: rapaci giganti che nidificano sulle pareti calcaree marine, avvistabili mentre veleggiano nel cielo sfruttando le correnti calde ascensionali.
- Il Lago di Vrana: enorme serbatoio naturale di acqua potabile incastonato tra le colline dell’isola, visibile dai punti panoramici lungo la dorsale centrale.
- I delfini del Quarnero: branchi di tursiopi protetti dall’istituto di ricerca marina Blue World, facilmente avvistabili durante le uscite in barca tra Cherso e Lussino.
La convivenza tra l’uomo, i pascoli tradizionali delle pecore e queste specie protette ha fatto sì che gran parte del territorio di Cherso sia oggi inserito nella rete europea dei parchi naturali protetti di Natura 2000.
Dove dormire a Cherso e quali piatti tipici assaggiare nei ristoranti locali?
La zona migliore dove alloggiare a Cherso è il capoluogo Cherso cittadina se desideri avere a portata di mano ristoranti, negozi, noleggio barche e passeggiate serali, mentre per una vacanza all’insegna del relax balneare e della quiete conviene scegliere le case vacanza di Martinšćica, i campeggi immersi nella pineta di Valun o le guesthouse storiche di Beli. L’offerta ricettiva è composta prevalentemente da appartamenti privati (apartmani), affittacamere e moderni campeggi affacciati sulle baie, con un numero ridottissimo di grandi alberghi che ha evitato il consumo di suolo costiero.
A tavola, la regina indiscussa della gastronomia locale è la carne di agnello di Cherso (creska janjetina), considerata tra le più saporite d’Europa grazie al fatto che le pecore pascolano libere tra la vegetazione mediterranea nutrendosi di salvia selvatica, timo, rosmarino e germogli intrisi di salsedine marina. Il modo migliore per assaggiarla nelle trattorie tipiche dell’interno (come a Loznati o a Lubenice) è la cottura tradizionale sotto la campana di ferro coperta di braci ardenti (peka), accompagnata da patate arrosto, oppure cotta allo spiedo o alla griglia.
Nei borghi marinari di Cherso e Valun puoi invece gustare piatti di pesce freschissimo appena pescato, tra cui risotti al nero di seppia, scampi del Quarnero alla busara con pomodorini e vino bianco, calamari alla griglia e zuppe di pesce (brodet). Il tutto viene sempre condito con l’ottimo olio extravergine d’oliva di Cherso DOP, un olio fruttato e leggermente piccante ottenuto dalla spremitura a freddo delle varietà autoctone Simjaca e Plominka coltivate negli uliveti secolari terrazzati dell’isola, da accompagnare con un calice di vino bianco locale fresco o con i formaggi pecorini stagionati delle fattorie di montagna.





