Nell’arcipelago del Quarnaro, frammentato e rigoglioso, esiste un’isola che ha saputo trasformare la sua stessa atmosfera in una vocazione. Lussino (Lošinj) non è semplicemente una delle tante perle dell’Adriatico croato; è un’entità definita non solo dalle sue acque turchesi, ma dall’aria stessa che vi si respira. Per oltre un secolo, questa terra è stata sinonimo di salute, un luogo dove la brezza marina si carica dei principi resinosi di pinete secolari, creando un aerosol naturale che ha fondato la sua fama di stazione climatica.
Oggi, quell’eredità storica si fonde con un presente vibrante, fatto di cultura, lussuosi ritiri, baie nascoste e un impegno profondo per la conservazione della natura. Avvicinarsi a Lussino significa prepararsi a un’esperienza che va oltre la semplice vacanza balneare, un’immersione in un paesaggio dove il benessere è parte integrante del territorio, un luogo dove il mare, le spiagge e il patrimonio culturale si intrecciano in un racconto di profonda vitalità.
Un’isola nata da un canale
La geografia di Lussino è inseparabile da quella della sua isola sorella maggiore, Cres (Cherso). In origine, le due isole formavano un’unica, lunga massa terrestre, un prolungamento del continente. Fu l’ingegno umano, in epoca romana, a cambiare per sempre questo destino. Gli antichi scavarono un canale artificiale, Kavuada (o Osor), per creare un passaggio navigabile strategico che accorciasse le rotte nell’Adriatico settentrionale.
Oggi, il villaggio di Osor, un vero e proprio museo a cielo aperto disseminato di rovine romane e sculture medievali, sorge su questo confine artificiale. Un piccolo ponte girevole, che si apre a orari prestabiliti per consentire il transito delle imbarcazioni a vela, è l’unico collegamento terrestre tra Cres e Lussino. Attraversare quel ponte non è solo un atto fisico; segna l’ingresso in un micro-mondo distinto, un’isola che, sebbene geograficamente dipendente da Cres per il suo accesso, ha sviluppato un’identità e un’atmosfera uniche.
L’isola stessa è lunga e stretta, un dito di terra fertile che si estende da nord-ovest a sud-est per circa trenta chilometri. Questa conformazione allungata fa sì che il mare non sia mai lontano. La costa è incredibilmente frastagliata, un susseguirsi di baie profonde, insenature protette e promontori rocciosi, che moltiplicano la sua linea costiera e offrono un numero quasi infinito di punti di accesso al mare.
L’eredità della salute e l’unicità del clima Lussino
La vera essenza di Lussino non si trova solo nella sua forma, ma nella sua aria. La storia moderna dell’isola come destinazione turistica iniziò ufficialmente nel 1892, quando, su impulso di studi scientifici approfonditi, il governo dell’Impero Austro-Ungarico la dichiarò stazione climatica e luogo di cura. Questa non fu una decisione di marketing, ma il risultato di osservazioni empiriche.
Il merito di questa scoperta va in gran parte al botanico Ambroz Haračić, che nel XIX secolo studiò meticolosamente la flora e il clima Lussino. Egli documentò la presenza di oltre mille specie vegetali autoctone, molte delle quali con proprietà officinali, e notò l’effetto benefico della combinazione unica di fattori ambientali: l’elevata insolazione, la purezza dell’acqua marina e, soprattutto, l’aria. Le vaste pinete d’Aleppo, piantate sistematicamente nel corso dell’Ottocento per rimboschire l’isola, rilasciano nell’atmosfera resine e oli essenziali che, combinati con la salsedine, creano un aerosol naturale con comprovate proprietà benefiche per l’apparato respiratorio.
Questa eredità è ancora oggi il fulcro dell’identità isolana. Lussino è promossa come “l’Isola della Vitalità”. Passeggiare lungo i suoi sentieri costieri non è solo un piacere per gli occhi, ma una vera e propria terapia all’aria aperta. Il clima mite, anche nei mesi invernali, la rende una destinazione fruibile ben oltre la canonica stagione estiva, offrendo un rifugio temperato quando il continente è stretto nella morsa del freddo.
Il cuore pulsante: Lussinpiccolo (Mali Lošinj)
Paradossalmente, Lussinpiccolo (Mali Lošinj) è il centro abitato più grande non solo dell’isola, ma di tutte le isole adriatiche croate. Il suo nome “piccolo” deriva dal confronto storico con Veli Lošinj, ma lo sviluppo ha invertito le sorti. Oggi, Mali Lošinj è il cuore amministrativo, commerciale e culturale dell’arcipelago.
La città si adagia scenograficamente sul fondo della Baia di Augusto (Augusta), uno dei porti naturali più grandi e protetti dell’Adriatico. Questa posizione strategica ha segnato il suo destino. Nel XIX secolo, Mali Lošinj non era un borgo di pescatori, ma una potenza marittima. I suoi cantieri navali producevano velieri di prim’ordine e i suoi capitani commerciavano in tutto il mondo. Le eleganti ville color pastello che adornano il lungomare (Riva) furono costruite proprio da questi capitani arricchiti, portando un’aria cosmopolita che ancora oggi si percepisce.
Oggi la Riva è un vibrante salotto cittadino, fiancheggiato da caffè, ristoranti e boutique. Ma il vero tesoro della città è nascosto poco sopra il porto, nel maestoso Palazzo Kvarner (ex Palazzo Fritzy). Qui si trova una delle cose da vedere a Lussino assolutamente imperdibili: il Museo dell’Apoxyomenos.
Questo museo, un capolavoro di architettura espositiva moderna, è dedicato a un’unica opera: una statua in bronzo quasi intatta di un atleta greco (un apoxyomenos, colui che si deterge), risalente al II o I secolo a.C. La statua fu scoperta casualmente da un subacqueo belga nel 1997, adagiata sul fondale marino tra due isolotti vicini. Dopo un meticoloso restauro durato anni, l’Apoxyomenos è tornato a casa. La visita al museo è un’esperienza sensoriale e immersiva; si attraversano stanze che preparano il visitatore all’incontro, fino alla sala finale, bianca e ovattata, dove l’atleta emerge dall’oscurità, simbolo eterno del legame tra Lussino e il mare.
Il borgo pittoresco: Lussingrande (Veli Lošinj)
A pochi chilometri a sud di Mali Lošinj, si trova il suo opposto complementare: Veli Lošinj (Lussingrande). Nonostante il nome “grande”, è un borgo molto più piccolo e raccolto, un gioiello di architettura mediterranea. Il suo porticciolo è una delle immagini più iconiche della Croazia: un semicerchio di case colorate (rosso, giallo, arancione) che si specchiano in acque incredibilmente limpide, il tutto dominato dall’imponente mole della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, con il suo campanile barocco.
Veli Lošinj ha un’atmosfera più lenta e romantica rispetto alla sua vivace sorella maggiore. Le sue stradine acciottolate si inerpicano verso la chiesa o si diramano verso piccole baie rocciose. Ma anche questo tranquillo villaggio nasconde una storia sorprendente di capitani e persino di balenieri. Oggi, la sua fama moderna è legata a un altro abitante del mare.
Proprio a Veli Lošinj ha sede il “Blue World Institute of Marine Research and Conservation“, un centro di ricerca cruciale dedicato allo studio e alla protezione dei cetacei nell’Adriatico. Le acque dell’arcipelago di Lussino ospitano una popolazione stanziale di circa 200 tursiopi (delfini dal naso a bottiglia). L’istituto, che gestisce un centro educativo interattivo sul lungomare, ha fatto di quest’area un santuario. Una delle cose da fare a Lussino più emozionanti è partecipare a un’escursione di avvistamento responsabile, guidata dai biologi stessi, per incontrare questi magnifici mammiferi nel loro ambiente naturale.
Il mosaico costiero: le più belle spiagge di Lussino

L’esperienza balneare a Lussino è definita da tre elementi: le pinete, le rocce e la trasparenza. Chi cerca lunghe spiagge di sabbia fine (con una notevole eccezione) potrebbe rimanere deluso. La vera bellezza delle spiagge di Lussino risiede nell’incredibile varietà di baie e insenature, quasi sempre orlate da una fitta vegetazione che arriva a pochi metri dall’acqua, offrendo ombra naturale e quel profumo inebriante che definisce l’isola.
La zona più celebre è senza dubbio la Baia di Čikat, situata a breve distanza da Mali Lošinj. Questo è il luogo dove è nata la vocazione turistica dell’isola. Oggi, Čikat è sinonimo di lusso discreto; le sue sponde sono punteggiate da magnifiche ville austro-ungariche restaurate (come la storica Villa Karolina) e da hotel a cinque stelle. La baia ospita diverse spiagge, tra cui la piccola spiaggia sabbiosa omonima, ma è la passeggiata che la circonda, all’interno del Parco Forestale di Čikat, a rappresentare la vera attrazione. Qui si trovano piattaforme rocciose levigate dal mare, ideali per chi cerca privacy e un contatto diretto con l’acqua.
Poco più a sud si apre un’altra area balneare fondamentale: Sunčana Uvala (Val di Sole). Come suggerisce il nome, è una baia baciata dal sole, nota per i suoi tramonti spettacolari. Qui si trovano due delle spiagge più frequentate e apprezzate. Veli Žal è una lunga spiaggia di ciottoli bianchi, premiata con la Bandiera Blu per la purezza delle sue acque e l’eccellenza dei servizi. È perfettamente attrezzata e accessibile, ideale per le famiglie. Accanto, la spiaggia Borik è un’incantevole mezzaluna di ciottoli, circondata da pini che si protendono verso il mare, creando un contrasto cromatico mozzafiato tra il verde scuro della vegetazione e il turchese dell’acqua.
Per gli avventurieri e gli amanti della nautica, il lato sud-occidentale dell’isola nasconde le perle più selvagge. Baie come Krivica e Balvanida sono fiordi in miniatura, accessibili solo via mare o tramite sentieri di trekking piuttosto impegnativi. L’arrivo in queste baie ripaga di ogni fatica: si tratta di insenature profonde, protette da tutti i venti, dove l’acqua assume una colorazione smeraldo e il silenzio è interrotto solo dal canto delle cicale.
A nord di Mali Lošinj, la zona di Artatore offre un’alternativa più tranquilla, con una serie di baie di ghiaia e scogli facilmente accessibili in auto, molto apprezzate dalle famiglie e dai diportisti che cercano un ancoraggio sicuro.
L’isola attiva: sentieri, profumi e panorami
Limitarsi alla costa significherebbe perdere metà dell’essenza di Lussino. L’isola è un paradiso per chi ama muoversi, grazie a una rete capillare di oltre 250 chilometri di sentieri e passeggiate.
La rete del lungomare è forse la più impressionante. Un unico sentiero, per lo più pianeggiante e ben curato, collega quasi senza interruzioni Veli Lošinj a Mali Lošinj, prosegue circumnavigando la Baia di Augusto, abbraccia il Parco Forestale di Čikat e raggiunge Sunčana Uvala. Percorrere questi sentieri a piedi o in bicicletta è una delle cose da fare a Lussino più rigeneranti, un’immersione costante nei profumi della macchia mediterranea.
Per chi cerca una sfida più verticale, c’è il Monte Osoršćica (o Televrin), la cresta montuosa che domina l’estremità settentrionale dell’isola, vicino a Osor. La salita al rifugio di Sveti Gavdent e alla cima Televrin (588 metri) è un trekking gratificante che offre, nelle giornate limpide, un panorama a 360 gradi che abbraccia l’intero Quarnaro, l’Istria, la costa dalmata e, talvolta, persino le Alpi italiane.
Un’altra esperienza unica, che sintetizza l’identità dell’isola, è la visita al “Miomirisni otočki vrt” (Il Giardino dei Profumi dell’Isola). Situato appena fuori Mali Lošinj, questo non è un semplice orto botanico, ma un vivaio didattico dove sono coltivate centinaia di specie di erbe aromatiche e piante officinali autoctone. I visitatori sono invitati a toccare, annusare e assaggiare la salvia, il mirto, l’elicriso, la lavanda e il rosmarino, comprendendo appieno da dove provenga la fama curativa dell’aria di Lussino, il tutto mentre si gusta una tisana o un liquore prodotto in loco.
L’essenza dell’isola nel piatto: la gastronomia lussignana
Un’esplorazione di Lussino non può dirsi completa senza un’immersione nella sua eredità gastronomica, un perfetto connubio tra i sapori del Mediterraneo e le tradizioni dell’entroterra. L’identità culinaria dell’isola rispecchia il suo stesso ambiente: è schietta, salutare e profondamente legata alla stagionalità. Il concetto di “vitalità” si estende logicamente dalla qualità dell’aria alla freschezza di ciò che viene servito a tavola. L’assoluto protagonista è, prevedibilmente, il mare. Le acque del Quarnaro sono rinomate per essere tra le più pulite e pescose dell’Adriatico, e Lussino è il luogo ideale per gustare il pesce di prima scelta, spesso preparato nella maniera più semplice e rispettosa: alla griglia (na gradele), condito solo con l’eccellente olio d’oliva locale, aglio e prezzemolo.
Una delle esperienze culinarie da annoverare tra le cose da fare a Lussino è la ricerca dei celebri scampi del Quarnaro (Kvarnerski škampi), considerati da molti i migliori del mondo per la loro polpa delicata e dolce, spesso serviti in una buzara (un guazzetto leggero di vino bianco, aglio e pomodoro) o semplicemente scottati. Tuttavia, la cucina locale non è solo ittica. Grazie alla vicinanza inscindibile con Cres, Lussino condivide l’accesso a una delle carni più pregiate della Croazia: l’agnello di Cherso (janjetina). Questi agnelli crescono allo stato brado, nutrendosi esclusivamente delle erbe aromatiche che prosperano sul suolo carsico e salmastro dell’isola, come la salvia e l’elicriso. Questa dieta conferisce alla carne una sapidità naturale inconfondibile, che non richiede quasi nessun condimento se non la lenta cottura sotto la peka (una campana di metallo coperta di brace). L’influenza aromatica, già esplorata nel Giardino dei Profumi, si ritrova nei liquori digestivi a base di mirto, nelle grappe (rakije) aromatizzate alle erbe e negli oli d’oliva infusi. L’offerta gastronomica si articola tra le rustiche konobe (taverne) nascoste nei vicoli di Mali e Veli Lošinj, che propongono queste ricette tradizionali, e i ristoranti di alta cucina, specialmente nelle baie di Čikat e Augusta, dove gli chef reinterpretano l’eredità dei “piatti dei capitani” – una cucina più complessa, nata dalle influenze raccolte durante i lunghi viaggi per mare – in chiave moderna e sofisticata.
Le isole satelliti: l’arcipelago nell’arcipelago
L’esperienza di Lussino non è completa senza considerare le “Lussinidi“, le piccole isole sorelle che la circondano, ognuna con un carattere radicalmente diverso, raggiungibili con escursioni giornaliere o linee di traghetto locali.
Susak (Sansego) è un fenomeno geologico e culturale. A differenza di Lussino, è un’isola quasi interamente composta di sabbia fine e dorata, depositata su una base calcarea. Camminare a Susak significa affondare i piedi nella sabbia, sia sulle sue spiagge (come Spiaza) sia nei sentieri che portano al villaggio superiore, attraverso canneti rigogliosi. L’isola, rimasta isolata per secoli, ha sviluppato un dialetto unico, un misto di croato arcaico e lingue romanze, e le sue donne anziane indossano ancora un costume tradizionale corto e coloratissimo, unico in tutto l’Adriatico.
Ilovik (Asinello), a sud di Lussino, è conosciuta come l’isola dei fiori. Il suo unico villaggio si affaccia su un canale stretto che la separa dall’isolotto cimiteriale di Sveti Petar. Questo canale funge da porto naturale ed è sempre affollato di barche a vela. Il villaggio di Ilovik è un’esplosione di vegetazione: quasi ogni casa vanta giardini rigogliosi di oleandri, palme, buganvillee ed eucalipti, che prosperano grazie al clima incredibilmente mite.
Unije (Unie), più a ovest, offre una tranquillità quasi assoluta. È un’isola carsica con ampie aree pianeggianti coltivate, quasi completamente priva di automobili. È la destinazione per chi cerca una disconnessione totale, con splendide spiagge di ciottoli e un senso di tempo sospeso.
In conclusione, Lussino si rivela come una destinazione di una complessità e di una ricchezza straordinarie. È un luogo che ha saputo elevare le sue caratteristiche naturali – il mare, i pini, il clima Lussino – a fondamento di un’identità unica, quella dell’Isola della Vitalità. Offre un lusso sofisticato nelle baie di Čikat, ma anche l’avventura selvaggia nelle cale di Krivica. Custodisce un tesoro della classicità come l’Apoxyomenos e, allo stesso tempo, protegge una comunità viva di delfini. È un’isola che non si accontenta di essere vista, ma chiede di essere vissuta attivamente, attraverso le sue passeggiate, i suoi profumi e i suoi sapori, offrendo al visitatore molto più di una vacanza, ma un reale percorso di benessere.





