Al largo della costa dalmata, sorge un arcipelago che sembra aver stretto un patto con il tempo per preservare la propria integrità. L’isola di Lastovo non è una destinazione per chiunque: la sua posizione un po’ più distante richiede un viaggio intenzionale, una scelta consapevole di allontanarsi dalla frenesia continentale.

Divenuto Parco Naturale nel 2006, questo arcipelago offre un’esperienza di viaggio basata sulla sottrazione: meno rumore, meno cemento, più natura. Il suo passato recente, segnato da una chiusura strategica agli stranieri protrattasi fino al 1989 per ragioni militari, ha paradossalmente salvato il territorio dalla speculazione edilizia, consegnando al visitatore contemporaneo un Mediterraneo arcaico, silenzioso e dai cieli notturni tra i più bui e stellati d’Europa.

Architettura spontanea e testimonianze storiche

Definire a Lastovo cosa vedere significa intraprendere un percorso che unisce antropologia e paesaggio. Il centro abitato principale, curiosamente, volta le spalle al mare: è un anfiteatro di pietra costruito sul versante interno di una collina, una strategia difensiva antica adottata per nascondersi dalle incursioni piratesche.

Camminando tra le ripide scalinate in pietra che fungono da vie, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dai celebri “fumari“, i comignoli cilindrici che sormontano i tetti delle abitazioni storiche. Nessuno è uguale all’altro, poiché un tempo rappresentavano la firma architettonica e lo status sociale della famiglia residente, in una silenziosa competizione di creatività.

Oltre al tessuto urbano, l’isola va esplorata nelle sue alture: dal punto panoramico di Hum, la vetta più alta, la vista domina l’intero arcipelago, mentre scendendo verso la costa si incontrano le vestigia della Guerra Fredda, come i tunnel sottomarini per le navi, e il faro di Struga, un gigante di pietra a strapiombo sulla scogliera che sorveglia l’Adriatico dal XIX secolo.

Scogliere e trasparenze marine

La balneazione in questo arcipelago non segue i canoni delle classiche distese sabbiose attrezzate. La costa dell’isola di Lastovo è un trionfo di scogli levigati e ciottoli, una conformazione geologica che garantisce una limpidezza dell’acqua difficilmente riscontrabile altrove.

Tra le insenature più suggestive spicca Skrivena Luka, il “porto nascosto” sul versante meridionale, un fiordo naturale profondo che offre acque calme e calde, protette dalle correnti e dai venti. Diversa è l’atmosfera a Zaklopatica, sul lato settentrionale, dove il mare si insinua tra la terraferma e un isolotto antistante, creando una piscina naturale particolarmente apprezzata dai diportisti per l’ormeggio sicuro.

Molto frequentata è anche la zona di Pasadur, collegata tramite un ponte all’isola di Prežba, dove i colori del mare virano verso il turchese intenso e dove l’accesso all’acqua è reso agevole da piattaforme in cemento e piccoli moli, immersi nel profumo della macchia mediterranea che lambisce la riva.

Ospitalità diffusa e soggiorni nel faro

La ricettività dell’isola riflette la sua anima riservata e tutelata. Non vi è spazio per l’edilizia intensiva o per i grandi resort: l’unica struttura alberghiera convenzionale, l’Hotel Solitudo, si trova a Pasadur e funge da punto di riferimento essenziale. Tuttavia, il modo più autentico per soggiornare consiste nell’affidarsi alla rete di appartamenti privati e camere gestite direttamente dagli abitanti locali. Queste soluzioni, disseminate tra il borgo vecchio e le baie di Zaklopatica o Lučica, permettono un contatto diretto con la cultura isolana e una gestione dei ritmi molto rilassata. Per chi ricerca un’esperienza esclusiva e suggestiva, esiste infine la possibilità di pernottare all’interno degli appartamenti ricavati nel faro di Struga: un’opportunità rara per vivere l’isolamento marittimo sospesi a settanta metri su una scogliera a picco, con il solo sottofondo del vento e delle onde a scandire il tempo del riposo.