In Croazia c’è un luogo affascinante dove la narrazione mitologica e la realtà botanica sembrano sovrapporsi perfettamente. Meleda, nota nella cartografia moderna come isola di Mljet, è sovente associata alla leggendaria Ogigia, la terra dove l’eroe Ulisse rimase prigioniero per sette anni, sedotto dalla ninfa Calipso e dalla bellezza struggente del paesaggio.

Al di là delle suggestioni letterarie, ciò che colpisce il viaggiatore contemporaneo è l’egemonia del colore verde: con oltre il settanta per cento della superficie ricoperta da foreste dense, questa striscia di terra rappresenta il polmone verde della Dalmazia insulare. La sua conformazione allungata e la scarsa densità abitativa ne hanno fatto un santuario di quiete, lontano dalle rotte nautiche più congestionate che collegano Spalato a Dubrovnik, che offre un’esperienza di viaggio basata sul silenzio e sull’osservazione naturalistica.

La tutela integrale del Parco Nazionale

La porzione occidentale dell’isola è, dal 1960, un territorio sotto stretta tutela ambientale. L’istituzione del Parco nazionale Mljet ha segnato un momento storico per la conservazione nel Mediterraneo, proteggendo un ecosistema dove la foresta di pino d’Aleppo e leccio scende fino a toccare la superficie marina.

L’accesso a questa riserva è regolato da norme severe che ne preservano l’integrità: all’interno dei suoi confini è bandito qualsiasi mezzo a motore. La visita si compie esclusivamente a piedi o in bicicletta, percorrendo una rete di sentieri ombreggiati che si snodano tra la vegetazione aromatica.

Questa assenza di inquinamento, acustico e non solo, permette di cogliere le sfumature di un paesaggio arcaico, dove la biodiversità terrestre si fonde con quella marina in un equilibrio delicato e immutato da decenni.

Il sistema idrografico dei laghi salati

L’elemento identitario più forte del Parco è senza dubbio il fenomeno idrogeologico dei laghi salati. Il Veliko Jezero (Lago Grande) e il Malo Jezero (Lago Piccolo) non sono bacini d’acqua dolce, ma profonde depressioni carsiche colmate dal mare che vi penetra attraverso lo stretto canale di Soline.

Questo collegamento con l’Adriatico aperto garantisce un ricambio d’acqua continuo, regolato dalle maree, ma crea al contempo un microclima acquatico peculiare, con temperature che superano quelle del mare esterno, permettendo la balneazione anche fuori stagione.

Al centro del Lago Grande emerge l’isolotto di Santa Maria, dominato dalla mole di un monastero benedettino del XII secolo. Raggiungere questo cenobio in battello significa approdare su un’isola nell’isola, un luogo di meditazione dove la storia monastica si intreccia con la geologia, offrendo uno scenario visivo di rara potenza architettonica e naturale.

Le eccezioni sabbiose della costa orientale

Se la parte occidentale dell’isola di Mljet è il regno della roccia e della scogliera, l’estremità orientale, in direzione di Dubrovnik, riserva una sorpresa morfologica inaspettata. La località di Saplunara ospita infatti alcune delle rarissime spiagge sabbiose della Croazia insulare, un dettaglio che la rende meta prediletta per chi cerca un accesso al mare confortevole.

Le baie di Velika e Mala Saplunara sono anfiteatri naturali protetti, dove la pineta offre un riparo immediato dal sole e i fondali digradano dolcemente, creando condizioni ideali per un relax statico. Poco distante, la laguna di Blace (o Limuni) offre un paesaggio quasi tropicale: una baia chiusa con acqua bassissima e sabbia fine, dove il mare è sempre calmo e caldo.

Per chi invece non vuole rinunciare alla trasparenza assoluta tipica dei fondali rocciosi, la baia di Sutmiholjska, situata nella parte centrale dell’isola, offre una spiaggia di ciottoli bianchi incastonata tra due versanti ripidi, rappresentando il perfetto compromesso tra la natura selvaggia dell’isola e il piacere balneare.