Nell’entroterra dell’Istria settentrionale, distante dalle dinamiche balneari della costa, si trova un insediamento che costituisce un caso esemplare di rinascita culturale. Nota storicamente come Grisignana, questa roccaforte medievale rischiò il completo abbandono nel secondo dopoguerra, per poi risorgere nella seconda metà del Novecento grazie a una lungimirante operazione di recupero che la trasformò nella “Città degli Artisti“.
Per il viaggiatore che si domanda a Grožnjan cosa vedere, la risposta va ben oltre la semplice lista di monumenti storici: si tratta di attraversare un laboratorio creativo a cielo aperto, dove le architetture veneziane e le mura difensive sono state rifunzionalizzate per ospitare studi d’arte, accademie musicali e gallerie.
L’atmosfera che vi si respira è un connubio tra la gravità della pietra storica e la leggerezza della produzione artistica contemporanea, il tutto immerso in un contesto paesaggistico che evoca la dolcezza delle colline toscane.
L’ingresso nel borgo e le tracce della Serenissima
L’itinerario di visita inizia necessariamente a piedi, data la natura pedonale del nucleo storico che preserva il silenzio e la fruibilità degli spazi. Lasciato il veicolo alle pendici del colle, l’accesso avviene attraverso la porta principale, un varco che segna il passaggio dalla modernità alla storia.
Appena entrati, l’urbanistica svela immediatamente la secolare influenza della Repubblica di Venezia: il leone marciano è un simbolo ricorrente che accompagna il visitatore verso la loggia rinascimentale del 1597. Questo spazio coperto, un tempo fulcro dell’amministrazione della giustizia e del mercato, funge oggi da elegante anticamera al paese.
Nelle immediate vicinanze sorge la Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia; sebbene l’esterno appaia austero, varcare la soglia permette di apprezzare un interno barocco di pregevole fattura, dove gli stalli del coro ligneo raccontano la devozione di una comunità che ha saputo resistere al tempo.
Un dedalo di atelier e creatività diffusa
Il vero carattere distintivo del luogo emerge addentrandosi nel reticolo di vicoli lastricati che si diramano dalla piazza principale. Quando si pianifica a Grožnjan cosa vedere, è indispensabile includere nel percorso le decine di botteghe artigiane che popolano il centro. Qui, il concetto di visita si trasforma in esperienza diretta: a differenza di molte località turistiche saturate da negozi standardizzati, Grisignana ha mantenuto fede alla sua vocazione artistica e le porte delle abitazioni in pietra sono quasi perennemente spalancate su laboratori attivi.
Non è raro osservare pittori, ceramisti e scultori all’opera mentre danno forma alle loro creazioni. La visita diventa quindi un dialogo continuo con gli spazi espositivi, tra cui spicca la Galleria Civica Fonticus, epicentro delle mostre temporanee. L’assenza di traffico e la concentrazione di botteghe creano un’acustica particolare, spesso riempita dalle note provenienti dalle sale della International Cultural Centre of the Jeunesses Musicales Croatian, che qui ha stabilito un centro internazionale, trasformando le pietre antiche in una cassa di risonanza per la musica classica e jazz.
I bastioni panoramici e l’epilogo gastronomico
Il percorso circolare all’interno del borgo trova il suo naturale compimento lungo il perimetro delle mura difensive. Queste fortificazioni, che un tempo servivano a proteggere l’abitato, oggi offrono una funzione puramente estetica, fungendo da balconata naturale sulla valle del fiume Quieto (Mirna). La vista che si apre dai bastioni è una delle più suggestive dell’intera regione: lo sguardo corre sui vigneti ordinati, sugli uliveti secolari e sui boschi di querce, spingendosi fino al mare Adriatico nelle giornate di tramontana.
Concludere la giornata significa anche esplorare la cucina del territorio. Le enoteche e le piccole trattorie (konoba) ricavate nei pianterreni delle case storiche offrono l’opportunità di degustare i prodotti d’eccellenza dell’Istria interna, come il tartufo e l’olio extravergine d’oliva, magari accompagnati da un calice di Malvasia o Terrano.
È in questo momento di pausa, ammirando il tramonto dalla terrazza belvedere, che si comprende appieno il valore di questo borgo sospeso nel tempo.





